Fonti presso l’Alleanza Atlantica hanno escluso che la NATO possa dispiegare, nell’immediato, gruppi tattici sul territorio finlandese, dopo che il Paese è formalmente entrato a far parte dell’Alleanza Atlantica, il 4 aprile.
A riportare quanto sopra è stata la testata statunitense Bloomberg. Gli informatori hanno spiegato che, date le ampie capacità e l’esperienza della Finlandia nel difendere il proprio territorio, è “improbabile, almeno per ora, che l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico [NATO] replichi per la Finlandia le strutture di difesa adottate per il resto del fianco orientale”. Un funzionario dell’Alleanza ha chiarito dunque che, perlomeno nella fase iniziale, non si prevede di dislocare gruppi tattici sul territorio del Paese. Tuttavia, la fonte ha aggiunto che il comandante supremo della NATO, Chris Cavoli, valuta costantemente le minacce e potrebbe fare questa raccomandazione se ritenuta necessaria. In aggiunta, un alto funzionario degli Stati Uniti ha riferito che anche le autorità USA non si aspettano di vedere un gruppo tattico NATO collocato in Finlandia, precisando che il Paese non aveva avanzato una tale richiesta.
“Per anni abbiamo sviluppato la nostra compatibilità con la NATO. C’è ancora molto lavoro da fare per integrare la difesa finlandese nella difesa comune della NATO”, ha dichiarato il presidente, Sauli Niinisto, in occasione della cerimonia di adesione del 4 aprile. “Le forze di difesa finlandesi stanno affrontando nuove richieste e sfide alle quali dobbiamo rispondere”. Al contempo, parlando con i giornalisti a Bruxelles, il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, non si è espresso sulla questione delle truppe, segnalando che il tema sarebbe stato discusso durante la sessione di pianificazione della difesa congiunta. Haavisto ha ribadito il ruolo centrale della Svezia, la cui candidatura è ancora in sospeso per via di resistenze da parte dell’Ungheria e della Turchia. “È molto difficile fare un piano di difesa per i Paesi nordici senza la Svezia”, ha spiegato Haavisto. “Se si toglie la Svezia dalla mappa, c’è un buco, e se si guarda alla nostra sicurezza alimentare o al mantenimento della nostra economia, la Svezia è la via per la Finlandia”.
L’Esercito finlandese, che può schierare 280.000 soldati in tempo di guerra grazie al sistema di coscrizione, è da tempo addestrato a difendere il proprio territorio dagli attacchi e dispone già di propri gruppi tattici pronti al combattimento, ha spiegato la fonte della NATO. È più probabile che la Finlandia contribuisca con le proprie truppe in altri altri gruppi tattici esistenti, ha aggiunto il funzionario, che ha sottolineato che la Finlandia sta portando una serie di risorse all’Alleanza. Oltre a una lunga tradizione di intelligence militare con una forte conoscenza della Russia, il Paese nordico ha anche investito in settori in cui il blocco difensivo ha bisogno di rafforzarsi, come l’artiglieria e le munizioni, ha aggiunto la fonte della NATO. Tuttavia, la Finlandia dovrà attivare ulteriori investimenti per mettere l’Esercito e l’Aeronautica nelle condizioni di essere dispiegato all’estero nell’ambito dell’Alleanza, il che richiederà forze logistiche e di supporto, oltre all’addestramento, ha aggiunto il funzionario.
In risposta all’adesione, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha fatto sapere che la Federazione Russa avrebbe adottato contromisure sulla base di quali infrastrutture militari e sistemi di armamento la NATO avrebbe dispiegato sul territorio finlandese, con il quale Mosca condivide un confine di 1.340 km. Il Ministero degli Esteri russo ha aggiunto che, diventando membro della NATO, “la Finlandia ha definitivamente abbandonato la propria identità e qualsiasi autonomia”. La politica di non allineamento militare che Helsinki era solita perseguire, si legge nella dichiarazione, contribuiva a garantire “la fiducia nella regione del Mar Baltico, nel continente europeo nel suo complesso”. Infine, è impotente sottolineare che il generale Chris Cavoli, comandante supremo della NATO per l’Europa, sta attualmente elaborando i piani regionali dell’Alleanza. Tali progetti, ha spiegato Bloomberg, saranno ricevuto dai Paesi alleati entro fine aprile e delineeranno dove i Paesi dovranno allocare le forze per difendere l’Alleanza. La NATO ha già istituito otto gruppi tattici multinazionali in Polonia e nei Paesi baltici, e più recentemente in Ungheria, Slovacchia, Bulgaria e Romania.